Gnocchi Elda e come prepararli

Inizio con questa ricetta di mia nonna, un po’ come se fosse una dedica. Questo perché una mattina, quando avevo 12 anni, lei mi lasciò sul top della cucina un fogliettino volante con scritto ‘’Starò nell’orto fino a tardi, prepara le scaloppine’’. Ok. ‘’Le scaloppine si fanno così, così e così’’. Ok, come si accende il gas? Mi sembra da qui, ah no forse devo usare un accendino…dove cavolo sono gli accendini in questa casa?

Vabbè comunque alla fine ce l’ho fatta, le scaloppine al limone sono state il primo pasto che io abbia mai preparato. Da allora ho sempre cucinato discretamente, in modo semplice, con le ricette della nostra tradizione. Ho imparato molto da quando sono andata a vivere da sola, per mere questioni di necessità. Proprio perché vivo da sola, quando faccio questi gnocchi li divido come se fossi Gesù durante l’ultima cena e gli abitanti della mia via ne sono felici. Anche perché per alcune ricette, impiegando la stessa quantità di tempo e sforzo, si possono produrre 1 come 5 porzioni: quindi preferisco farne di più e surgelare per le settimane a venire oppure fare un bel gesto con il vicino di casa.

Come avrete capito difficilmente parlerò di ricette perfette e imperiture, difficilmente vi istruirò sulle tecniche per creare piatti straordinari. Insomma non sono qui per inventare la carbonara. Però potrei farla e raccontarvi un po’ come la faccio io, che magari non è nemmeno il modo giusto, allora vi farei riflettere su fatto che forse un modo giusto non esiste. Esiste però cucinare un piatto nel modo giusto per come piace a me, questo nella vostra cucina si trasformerà in un piatto elaborato nel modo giusto per voi e che piacerà a voi.

Anche mia nonna non ha inventato nessuna ricetta, probabilmente questi gnocchi li ha preparati dopo aver letto le istruzioni su un libro di cucina: questo per dire che nessuno si inventa nulla in cucina, al massimo si scopre, si impara, si perfeziona.

Partiamo.

Faccio bollire le patate (1 kg) in pentola a pressione per 12 minuti, in alternativa 30 minuti in una normale pentola. Per sapere se sono cotte faccio la prova dello stecchino, infilo in una patata (in genere la più grossa, che teoricamente ci mette di più a cuocere) uno stecchino e valuto se entra senza sforzo o se la patata all’interno è ancora dura. Una volta cotte, le tiro fuori una per volta dall’acqua calda e le spelo man mano, così le altre non si raffreddano e pelarle sarà più facile. Per pelarle e non ustionarmi uso una forchetta con cui le infilzo e un coltello con cui le spelo. Le taglio a pezzi grossi e le passo con il passaverdure (che fino a questo momento chiamavo passino in modo errato, ho controllato su internet e a quanto pare il passino è il colino a maglie fini che serve per filtrare brodi o altro), sempre da calde mi raccomando.

A questo punto lascio il tutto a raffreddare, o in una ciotola oppure sul top dove andrò a preparare l’impasto. Una volta che le patate saranno ben fredde aggiungo la farina (250 gr) e impasto,  dato che tutte le componenti sono fredde sarà più facile impastare e compattare il composto.

Creo una palla e da quella taglio con il coltello dei pezzettini, li lavoro finché non ottengo un cilindro. Modello il cilindro con le dita in modo da creare un grissino, da questo taglierò i singoli gnocchi. A me piacciono lisci, ci metto anche meno tempo, ma, volendo, si può passare una forchetta su ogni gnocco per creare delle strisce in cui entrerà meglio il sugo.

Li sistemo in modo ossessivo compulsivo su un piatto già cosparso di farina. Una o due porzioni le posso mettere in freezer così, con piatto e tutto quanto, per 24h, in questo modo non si appiccicano. Poi li tiro fuori e li metto già porzionati in un sacchetto che rimetterò in freezer per la prossima volta.

Oggi li ho fatti burro, salvia e rosmarino. Perché a me piace così, però ognuno può mettere il sugo che preferisce. La morte loro sono al ragù, si sa.

Vi chiederete quante porzioni possono venire con 1 kg di patate immagino. Non lo so, a me ne vengono c.a. 4 porzioni. Se però voi fate la maratona e siete alti uno e novanta probabilmente ve ne verranno 2 porzioni. Se li cucinate al ragù, che è un sugo bello consistente, le porzioni saranno 6. Insomma vedete un po’ voi, le porzioni sono qualcosa di molto soggettivo. Anche se in genere io tendo a seguire le linee guida dell’OMS, in italiano si possono trovare su www.salute.gov.it

Tra l’altro mi sono accorta ora che questi gnocchi sono anche vegan! Ma non ditelo a mia nonna, lei non sa chi o cosa siano i vegani, si spaventerebbe ok?
Vi lascio ai vostri gnocchi da quarantena,

Ciao giovani, restate a casa e continuate a cucinare!

1 kg patate
250 gr farina
Sale q.b.
Tanta pazienza

P.S. Post pranzo: mi sono completamente dimenticata il sale. Sia di scriverlo qui, sia di metterlo nel mio impasto. Chiedo perdono. Allora: potete salare l’acqua delle patate, poi assaggiando le patate già passate potete vedere se è necessario aggiustarle, in ogni caso non eccedete…ma non dimenticatelo come ho fatto io.

Francesca Nigretti

Francesca Nigretti

Sono La Fra e a volte cucino. Altre volte invece mi faccio un panino. Vivrei a panini ma non si può. Vorrei diventare vecchia e saggia, con i capelli lunghi e bianchi, quindi sarebbe utile non morire d’infarto a 40 anni. E’ per questo che cerco di trovare sempre nuove combinazioni per mangiare un po’ di tutto: forse alla fine sopravviverò. Mi piacciono i libri, i gatti, ma anche tutti gli altri animali (comprese le persone, a volte). Imparerete a conoscermi. Ad amarmi non so.

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